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Intervista al veterinario Dott. Alberto Franchi

Lo staff di JustDog.it ha intervistato il Dott. Franchi per scoprire, attraverso le sue risposte, come si comportano al giorno d'oggi le persone che possiedono un animale domestico

di Paolo

1. Gentile Dott. Franchi, sono tanti anni che esercita la professione di medico veterinario: può dirci quali sono i problemi più frequenti che riscontra nei suoi pazienti a quattro zampe?
Sono cambiate le patologie rispetto a 20 o 25 anni fa: un tempo i fatti traumatici dovuti ad una poco oculata conduzione dell’animale, le gravi patologie infettive, le complicanze da parto erano le evenienze più comuni, insieme a patologie dovute ad una non corretta alimentazione.
Ora cani e gatti hanno proprietari più responsabili, più informati, più dediti alle loro esigenze: gli animali di casa vengono per lo più sterilizzati, siano essi cani o gatti, in modo da prevenire patologie della sfera sessuale, vengono alimentati correttamente ed in giusta misura, alcune malattie virali sono divenute occasionali grazie alla pratica diffusa della vaccinazione. Posso però individuare nella diminuita esperienza tradizionale e nelle mutate composizione e stili di vita delle famiglie ospitanti le principali cause di alcune patologie comportamentali più ricorrenti.

2. Quali, secondo lei, sono i comportamenti sbagliati più comuni delle persone che possiedono un animale domestico?
Senza dubbio il ritenerli oggetti o ancor più frequentemente assimilarli a persone. Così non si rispetta l’animale, cane, gatto, coniglietto, in quanto tale. È inoltre un modo di considerare l’animale scorretto ma frequente, che lo porta a vivere con stress, ansia e a sviluppare possibili comportamenti inappropriati o patologici che si ripercuotono negativamente anche nel rapporto con i proprietari.

Intervista al veterinario

3. Molti proprietari di cani/gatti preferiscono chiedere una consulenza on-line piuttosto che recarsi in ambulatorio dal loro veterinario di fiducia: quando è opportuno informarsi tramite Internet e quando, invece, è necessario rivolgersi di persona ad un professionista?
On line si possono ottenere molte utili informazioni, la divulgazione scientifica è a disposizione di tutti. Le notizie diffuse in rete sono aggiornate e provengono da tutto il mondo: è un valido mezzo di informazione e di prevenzione anche per la gestione dei nostri animali. Sarebbe un errore però ritenerlo un sostituto del veterinario curante, infatti per quanto riguarda la diagnosi di una malattia ed ancor più la sua terapia si può facilmente comprendere come la figura del medico risulti insostituibile.
4. Qual è la differenza tra medico veterinario comportamentalista ed educatore cinofilo? Quando è necessario rivolgersi ad una figura piuttosto che all’altra?
Le patologie comportamentali ed i comportamenti inappropriati dei nostri animali possono riconoscere fra i fattori predisponenti o scatenanti varie malattie, indisposizioni, anomalie organiche che solo un’accorta visita, adiuvata da analisi cliniche accurate, può evidenziare. Per questo il medico veterinario che si occupa di patologie comportamentali è il professionista completo cui rivolgersi quando si voglia risolvere problemi psicologici dei nostri animali. L’educatore cinofilo è un valido supporto per l’educazione dei cuccioli ed un aiuto qualora il veterinario decida di inviare alla sua competenza soggetti da seguirsi con particolare attenzione da parte del proprietario. Per quanto riguarda le patologie comportamentali ed i comportamenti inappropriati del gatto noto che mancano figure analoghe.

5. Secondo il suo parere di medico, un utente che decide di informarsi tramite il web riguardo una problematica con il suo quadrupede, come può verificare l’attendibilità delle informazioni?

In primo luogo verificando le fonti da cui ha attinto le informazioni, poi effettuando comparazioni per vagliare la maggiore o minore attendibilità di quanto ricavato. Per ultimo, ma di massima importanza, confrontando quanto estrapolato dalla rete con il proprio veterinario curante.

6. Le persone che si affidano alle informazioni reperite da Internet, spesso senza verificarne le fonti, mettono a rischio la salute dei loro animali domestici?
Questo accade più frequentemente di quanto si possa ritenere, in primo luogo perché l’analisi compiuta da un dilettante è spesso soggettiva e talvolta fuorviante, poi perché basandosi su proprie interpretazioni si possono intraprendere terapie dannose per gli animali o quantomeno inutili e con questo perdere tempo prezioso.

7. Cosa consiglia ai giovani che al giorno d’oggi vogliono intraprendere la professione di medico veterinario?
Di avere molta passione, di avere un buon curriculum scolastico alle spalle che possa loro garantire una ottima plasticità mentale, in modo da non ridurre la loro professione ad una pura, semplice quanto spoglia interpretazione dei dati diagnostici risultanti dagli accertamenti strumentali compiuti.

8. Ringraziandola per averci concesso questa interessante intervista, c’è un suggerimento in particolare che vorrebbe dare a tutte le persone che possiedono un animale domestico o che sono prossime nel prenderne uno?
Di valutare se il desiderio che li spinge a possedere e gestire un animale sia reale e ponderato o frutto di un’infatuazione passeggera, poi di rivolgersi ai gattili e canili riscattando animali che hanno necessità di una vita migliore, piuttosto che acquistare animali “alla moda”, rischiando di rientrare nell’errore analizzato con la seconda risposta: quello di reificare l’animale, mutandone la natura in oggetto di desiderio, più che di compagno di vita.
Ricordo infine che molti veterinari si rendono gratuitamente disponibili per fornire indicazioni sulla scelta dell’animale da adottare: cane, gatto, coniglietto che sia, in relazione alle molteplici esigenze della famiglia ospitante.


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